In questo periodo ho deciso di dedicarmi allo studio della metodologia Agile SCRUM per quanto riguarda lo sviluppo software.
In generale questa metodologia può essere utilizzata in maniera più vasta anche a livello di azienda e organizzazione ma per il momento mi dedico alla parte di sviluppo agile dato che, come responsabile di un area di sviluppo, sono maggiormente coinvolto.
L’ambito in cui mi muovo è quello dei progetti brevi e caotici, dove le specifiche cambiano di continuo, i tempi di progetto anche.

Sono partito dal sito mountaingoatsoftware.com fondato da Mike Cohn del quale sto anche leggendo l’ottimo libro succeeding-with-agile-software-development-using-scrum.
Dal sito è possibile leggere le pagine introduttive come fosse un breve tutorial sull’argomento. Semplice, sintetico e chiaro, tre qualità che non sempre si trovano tutte insieme.
Quello che ho già compreso leggendo le prime pagine del libro è che SCRUM, come altre metodologie che si vogliano adottare, presuppone una grossa predisposizione al cambiamento a tutti i livelli, sia manageriale/dirigenziale che organizzativo e di approccio da parte del team di lavoro che si troverà poi a fare il “lavoro sporco” (nell’accezione tutta italiana di programmatori).

Al momento la mia perplessità è tutta qui: trovo molto complicato immaginare un azienda dove sia dall’alto che dal basso ci sia una forte volontà di cambiamento nella metodologia di lavoro. In Italia trovo che esistano principalmente due correnti: quelli che guidano e quelli che si fanno trasportare. L’approccio vincente per una metodologia agile come SCRUM dovrebbe essere “mettiamoci tutti insieme a remare”.
Ad ogni modo, il mio remo l’ho preso, adesso comincio a remare e vediamo quanti altri vogatori riesco a trascinare in questo viaggio.

In coda segnalo anche questo interessante articolo preso dal blog di un’azienda tutta italiana.

Stay tuned