Recentemente ho letto un libro di De Bono sul pensiero creativo, “Sei cappelli per pensare”, una lettura veloce e non troppo impegnativa ma ricca di concetti stimolanti. In questo articolo vorrei provare a dare il mio contributo ri-arrangiando i concetti di base e cercando di trasferire quello che io stesso ho apprezzato di questa lettura. Ovviamente il consiglio è comunque quello di leggere il libro.
Siamo abituati a partecipare ad una riunione per un nuovo progetto o per risolvere un problema con un tipico approccio simile a questo:
ascoltiamo le idee ed i concetti che vengono presentati, ne prendiamo atto e poi portiamo al tavolo diverse considerazioni che normalmente tendono a smontare le idee stesse o comunque a mettere in evidenza gli aspetti negativi di quanto è stato presentato.
Vi torna?
Pensateci un attimo, se voi ed io ci trovassimo in una riunione e vi presentassi una nuova applicazione  realizzata per aggredire un particolare segmento di mercato, ci ritroveremmo ben presto a parlare del perché quello non è un segmento interessante, perché l’applicazione fatta in quel particolare modo non funzionerebbe e così via. Di fatto io dovrei difendere l’idea che sto presentando e voi fareste domande mirate a smontarla.
Questo accade perché ereditiamo dalla filosofia greca un modello di discussione legato alla dialettica ovvero un metodo di indagine razionale che attraverso il dialogo e la discussione degli argomenti esposti dalla controparte punta a raggiungere la verità nelle cose spesso confutando le argomentazioni di partenza (e qui mi fermo con la filosofia). Normalmente in una discussione siamo già convinti della nostra idea e cerchiamo di venderla al meglio; allo stesso modo chi ci ascolta avrà delle sue idee e punterà a far emergere e prevalere quelle.
Questo tipo di discussione risulta evidentemente sterile perché presuppone che ci siano vincitori e vinti e non lascia molto spazio alle nuove idee ed alla creatività.
Siamo fatti così, è insito in noi e non possiamo farcene una colpa. Quello che possiamo fare evidentemente è prendere atto del fatto che possiamo provare a migliorare cambiando approccio e punto di vista.
Il nostro pensiero non si ferma mai ed è sempre in continua attività passando da pensieri guidati dalla paura ad altri contraddistinti dalla rabbia o dall’ottimismo e così via in un vortice praticamente infinito dove ragione, sentimento, sogni ed emozioni si alternano senza una logica predeterminata. In questo modo risulta difficile tenere tutto sotto controllo e se lasciamo che il nostro pensiero vada a ruota libera anche quando dobbiamo essere concentrati e risolutivi allora rischiamo di far confusione, proprio come un giocoliere con troppi birilli.
In fase di valutazione di una particolare idea o di risoluzione di un problema, sarebbe opportuno creare una mappa concettuale che raggruppi i diversi aspetti del pensiero e ci permetta quindi di poter decidere analizzando le varie informazioni che man mano abbiamo raccolto all’interno della mappa stessa.
La mappa concettuale deve permetterci di raccogliere diversi tipi di informazioni che rappresentano altrettanti aspetti del pensiero, in particolare:

  • I dati oggettivi
  • Le negatività (pessimismo)
  • I sentimenti
  • Gli aspetti positivi (ottimismo)
  • Le nuove idee
  • La visione complessiva e razionale

Questi sei aspetti del pensiero possiamo associarli a sei colori specifici (i sei cappelli per pensare), io personalmente ho provato ad andare oltre e vi propongo di associarli a diversi elementi di un’unica immagine che è poi quella che terremo a mente quando dovremo discutere ed analizzare una determinata situazione.
Vediamo più in dettaglio:

  • I dati oggettivi, sono rappresentati dal colore bianco. Pensiamo ad un foglio di carta.
  • Il pessimismo, è rappresentato dal colore nero. Pensiamo ad una grotta buia.
  • I sentimenti, sono rappresentati dal colore rosso. Pensiamo ad un fuoco acceso all’interno della grotta.
  • L’ottimismo, è rappresentato dal colore giallo. Pensiamo ad un sole splendente fuori dalla grotta.
  • Le nuove idee, sono rappresentate dal colore verde. Pensiamo ad un prato erboso fuori dalla grotta.
  • La visione complessiva e razionale, è rappresentata dal colore blu. Pensiamo ad un cielo azzurro.

Adesso disegniamo il tutto

Se ci limitiamo a restare all’interno della grotta scura con il fuoco che ci scalda continueremo a pensare che fuori non ci sia niente di interessante e che il foglio è bianco. Così facendo stiamo analizzando l’argomento specifico concentrandoci solo sui dati oggettivi che ci hanno presentato e dando ascolto solo a quella parte del nostro pensiero che ci dice “secondo me non funzionerà perché…” oppure “ho un brutto presentimento e questo progetto si rivelerà un disastro…”.
Restiamo quindi in un micro mondo tutto sommato consistente ma che nel migliore dei casi ci permette di raggiungere un compromesso tra le idee in discussione ed i problemi evidenti.
Il nostro disegno per fortuna contiene però anche altre cose, quindi uscendo dalla grotta troviamo il sole caldo ad accoglierci, il prato erboso e il cielo azzurro. Questi elementi corrispondono agli aspetti che non dovremmo mai trascurare e che ci orientano verso uno stato d’animo vincente e positivo. “uhm l’idea sembra interessante e magari ipotizzando anche questo aspetto potremmo fare meglio…” oppure “se supponiamo che la fase 1 abbia rapidamente successo potremmo pensare di estendere l’intera idea anche al segmento 2 puntando ad ulteriori ricavi…”
Il cielo che sovrasta l’intero disegno rappresenta la visione complessiva che dobbiamo adottare per decidere al meglio tenendo quindi conto di tutti gli aspetti sia positivi che negativi, oggettivi e personali, buoni e cattivi.
Come dicevamo prima sarebbe utile tracciare i vari aspetti con una bella mappa mentale che ci permette di riorganizzare velocemente le nostre idee e ci porta più facilmente ad avere una visione di insieme all’interno di una sola immagine come nel caso di questo esempio puramente accademico:

Se siete arrivati fin qui vi ringrazio per l’interesse e spero di aver dato un contributo utile per le vostre prossime riunioni.

Buon lavoro a tutti.