Una delle mie grandi passioni è la fotografia e proprio in questi giorni mentre leggevo un libro sulla street photography mi è venuto naturale fare un confronto tra la fotografia e il pensiero laterale.

Utilizzare il pensiero laterale significa prevedere un approccio indiretto alla risoluzione di un problema: lo si osserva da punti di vista differenti rispetto a quelli comuni e usuali e si tralascia quello che è ovvio puntando così a trovare una soluzione efficace.

Avete presente il problema della candela? E’ un tipico test creato nel 1935 da Duncker che mette alla prova la nostra capacità di pensare in maniera differente:

Sopra un tavolo ci sono una candela, una scatola di puntine da disegno e un pacchetto di fiammiferi. Dovete attaccare la candela al muro senza che la cera cada per terra o sul tavolo.

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Non si riesce immediatamente a risolvere questo problema proprio perché ci si concentra sulle cose ovvie e non si pensa in maniera differente. (la soluzione a fine articolo).

Se pensare in modo laterale significa quindi osservare da un nuovo o diverso punto di vista ecco allora che la fotografia diventa un ottimo mezzo per descrivere con esempi concreti come applicare questo concetto.

Se parlo di ritratto, paesaggio o tramonto sappiamo più o meno tutti che tipo di fotografia aspettarci. Se pensiamo però che il nostro problema da affrontare sia quello di scattare una foto particolare e originale allora dobbiamo avvicinarci di più allo spirito dei fotografi di strada che da questo punto di vista interpretano al meglio il concetto di creatività e secondo me quindi di pensiero laterale.

Ecco qualche esempio concreto.

Una foto scattata alle spalle di qualcuno può risultare di per sé interessante a patto che lo sia il soggetto che fotografiamo.

Anche guardare giù da un ponte può riservare inquadrature inaspettate.

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Ma possiamo fare anche altro, ad esempio pensare ad una foto “non convenzionale”.

E se scattassimo volutamente una fotografia da dietro un oggetto che fa da filtro?

Oppure di un grande spazio vuoto?

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O ancora…

Se scattassimo una foto giocando sul riflesso di uno specchio? Oppure scattando per accentuare il movimento delle persone ed ottenere così una foto “mossa”?

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Questi esempi sono il pane quotidiano di un qualunque fotografo e in fotografia parliamo di composizione, inquadratura e creatività, tuttavia, proviamo per un attimo a mettere da parte le fotografie e pensiamo al nostro progetto, al nostro problema da risolvere, alla nostra opportunità da costruire: come fare per ottenere la nostra “foto efficace” che ci permetta di portare a casa il risultato voluto?

Abituiamoci a pensare più spesso in maniera differente, educhiamo la nostra mente a percorrere nuove strade. In fotografia sembra una cosa ovvia e scontata, perché non può esserlo anche nel nostro lavoro di tutti i giorni?

John Keating nel film “l’attimo fuggente” suggeriva ai suoi studenti di salire sopra i banchi per guardare la realtà da un punto di vista differente. La Pixar durante le riprese del film di animazione “A bug’s life” realizzò una piccola macchina radiocomandata per permettere al gruppo di lavoro di vedere le piante “dal punto di vista degli insetti”.

A ciascuno il compito di trovare il suo modo di pensare per imparare a vedere le cose diversamente.

Infine per i più curiosi, ecco la soluzione al problema della candela di Duncker: serve pensare alla scatola di puntine come un vassoio da attaccare al muro e sopra al quale sistemare la candela.

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Buon lavoro a tutti