Inutile prendersi in giro, la complessità spaventa e le difficoltà ci mettono sempre davanti ad un bivio, accetto/non accetto? ci riuscirò/non ci riuscirò? lo sforzo vale poi il risultato?

Premesso questo, lasciatemi dire che personalmente punterei sui progetti complessi ogni volta che questo sia possibile e vi spiego perché.

 

Più è difficile e più sarà facile emergere come punto di riferimento.

Non fraintendetemi, l’idea di base è ovviamente quella che prevede sudore, sacrificio, studio e mettersi in gioco, tuttavia se crediamo in quello che facciamo, lo facciamo bene e non abbiamo paura di prendere decisioni e sporcarci le mani allora automaticamente siamo già tre passi più avanti rispetto alla maggior parte dei partecipanti al progetto; nel giro di poco tempo diventeremo un punto di riferimento perché ritenuti affidabili, precisi e coerenti.

 

Più è difficile e più sarà facile costruire delle competenze specifiche

Spesso si tratta di progetti o attività che prevedono cambiamenti organizzativi, nuove piattaforme, cambi di processo, introduzione di nuove procedure. Sappiamo per certo che la maggior parte delle persone non è molto propensa al cambiamento quindi il nostro progetto può diventare un ottimo trampolino di lancio per esplorare e comprendere nuove tematiche e argomenti che altri non vogliono far emergere o modificare.

 

Più è difficile e più sarà gratificante una volta individuata la “big picture”

Avete presente Neo nel film Matrix? Ci mette quasi tutto il film a capire cosa succede e quali sono le potenzialità a sua disposizione ma una volta compreso il tutto, ha una visione chiara del mondo di Matrix e vede tutti muoversi al rallentatore perché ormai comprende e controlla i processi che governano quel mondo. Si sente molto sicuro di sé e nessuno potrà più fermarlo.

Una volta raggiunta la visione d’insieme del vostro progetto vedrete gli altri muoversi lentamente alla ricerca di risposte mentre voi saprete sempre cosa cercare, dove trovarlo e come agire in base alle diverse circostanze.

 

Tutto quello di cui abbiamo parlato è facile, veloce o semplice da ottenere? Ovviamente no.

Ci faremo dei nemici? Probabilmente si.

Ci pentiremo di aver preso al volo quella particolare opportunità? Forse, tuttavia…

…quando sono entrato nel fantastico mondo del lavoro, sbarbato e inesperto, ero stato assunto con un contratto di formazione lavoro e di fatto, come diremmo giù in Sicilia, in azienda contavo “come il due di coppe con la briscola a mazze”, ero visto come uno stagista sfigato da formare.

Si era chiusa un’importante gara e il fornitore aveva presentato all’interno della soluzione complessiva l’utilizzo di un prodotto per me all’epoca sconosciuto. Parliamo di una piattaforma enterprise oggi in mano ad Oracle con 6 manuali in inglese da oltre 1000 pagine e nessuno in azienda che avesse competenze specifiche sull’argomento…

Vi lascio immaginare il finale della storia.

 

Oggi, sbarbato e inesperto, dato che continuo ad avere poca barba e malgrado il tempo infinito trascorso su letture e attività posso ancora dire di essere inesperto, ripenso a quel periodo lavorativo e mi concedo una personale e gratificante pacca sulla spalla.

Non abbiate mai timore del lavoro, sono altre e ben più serie le cose per cui spaventarsi.

Ecco la ricetta magica:

Iniziate ad aggredire il problema un passo alla volta e in poco tempo vi ritroverete alle spalle tante piccole attività completate. Quando vi volterete indietro scoprirete che non erano nemmeno così tanto difficili come pensavate. Provare per credere.

 

Buon lavoro a tutti