Ricorderò il mese di giugno come il mese della formazione serale non convenzionale. Mi sono trovato nel giro di qualche settimana a organizzare due sessioni formative sui temi del public speaking e dei social media per un gruppo di 14 persone.

Come spesso accade in questi casi, l’unione fa la forza e quindi ecco che trovi una location fuori dall’ordinario, il proiettore, lo schermo, riadatti altre slides già usate in precedenza e tutto è pronto per lo show.

Due sessioni in fascia oraria non-protetta, 21-23. Penso per un attimo ad un flop generale per calo dell’attenzione e rifletto sui possibili giochi pirotecnici per tenere viva l’attenzione ma quando vado in scena capisco rapidamente che il pubblico è lì per ascoltare e portarsi a casa quante più informazioni possibile. Qualche video, un pò di sano coinvolgimento individuale e di gruppo e il gioco è fatto. Sforiamo facilmente le due ore previste ma come accade in questi casi non puoi nemmeno frenare le domande e la voglia di partecipare; nessuno sbadiglia, il clima in aula è perfetto; il clima meteorologico lo è un pò meno ma è il bello della diretta quindi bevi e sudi ma vai avanti con l’obiettivo di raccontare tutto quello che avevi in mente.

Partenza con il public speaking. Fase di ice-breaking per permettere a tutti di dire la sua e già qui si poteva avviare una sessione di coaching da 8 ore: è sempre affascinante vedere il comportamento delle persone in situazioni che non si aspettano. Chi esce fuori tema, chi parla restando seduto, chi evita di parlare, chi fissa esclusivamente me, ….

La serata sui social media ed il personal branding è stata molto personalizzata per studiare la presenza del gruppo sul web e giocando insieme in gruppi separati da 4 persone, sono nate diverse idee da poter sviluppare in seguito per migliorare e rendere maggiormente chiari i messaggi da veicolare.

Parliamo per un attimo della location: la scuola di yoga Suryanagara. Luci soffuse, cuscini per terra, parquet in rovere, qualche sedia per i meno portati alla seduta alternativa. A mio modo di vedere un ambiente molto informale che ti avvicina di più al pubblico e lo mette ulteriormente a proprio agio rispetto alla solita sala corsi fredda e asettica. Certo che se devi fare un corso di un’intera giornata i cuscini non sono il massimo ma in questo caso è stato un giusto compromesso.

Resta il ricordo di due serate piacevoli a contatto con persone che credono sia possibile provare a cambiare il mondo, nel loro piccolo, a piccoli passi, sbagliando, confrontandosi e mettendo sul piatto il bene più prezioso che abbiamo a disposizione e al quale forse pensiamo troppo poco seriamente: il tempo.

Tu che leggi, come impieghi il tuo tempo?

Buon lavoro a tutti.