Che lo si voglia o no, stiamo ancora attraversando un periodo di transizione all’interno del quale ci sono persone e aziende che hanno già capito l’importanza dei social network mentre altri sono lì un pò in disparte a guardare come evolve lo scenario e provano timidamente a fare le prime mosse.

Dal mio punto di vista, oggi non possiamo scegliere se essere o meno sui social network, dobbiamo esserci. Uso il verbo  dovere ma naturalmente è importante decidere se sfruttare questa opportunità, costruendo qualcosa di concreto per il futuro o lasciare scorrere passivamente gli eventi per poi ritrovarci ad un punto di non ritorno in cui saremo tagliati fuori dai giochi.

Ma veniamo alla regola della coerenza.

Social e web sono due mondi che si completano a vicenda, tanto che possiamo parlare di un ecosistema web-social che comprende profili on-line, siti aziendali, siti personali, pagine di progetti verticali, blog e altro ancora.

Ecosistema web-social

Perché quindi parliamo di coerenza? Perché occorre assicurarsi che il messaggio che si lancia su una particolare piattaforma sia coerente con quello che poi si capisce e si conosce di noi navigando la rete. I profili social non sono tutti uguali, serve decidere con quali lavorare e quali tenere per la vita privata scegliendo di conseguenza i messaggi che andiamo a veicolare.

Pensare che sia sufficiente pubblicare un articolo di giornale così tanto per dire che ci siamo non porta da nessuna parte; il contesto lavorativo in cui ci muoviamo si sta spostando sempre più nella direzione di dimostrare quanto siamo attivi e in quali ambiti, questo per favorire e facilitare lo scambio di opinioni e le possibili nuove opportunità.

Lavorare sulla coerenza dei messaggi che lanciamo è anche un utilissimo esercizio per permettere a noi stessi di capire quanto e come siamo interessanti per il pubblico all’esterno che può decidere o meno di seguire le nostre attività e perché no, contattarci per un’opportunità di business insieme.

La coerenza parte dai profili che utilizziamo on-line. Se usiamo diversi social, il profilo dovrebbe essere quanto più possibile coerente in modo da non introdurre il ragionevole dubbio che io non sia io. Sto parlando quindi di foto e immagine di background gli unici elementi ad oggi distintivi. Se uso Linkedin, Twitter e Google+ per veicolare i messaggi di lavoro sarebbe auspicabile che i tre profili siano il più possibile coerenti tra loro così da non creare “traumi” nel nostro potenziale follower o (meglio) cliente.

La coerenza continua con i contenuti che decido di condividere. Articoli propri o suggeriti, citazioni, segnalazioni e altro ancora. Tutto dovrebbe portarci a concludere che c’è un pensiero sensato dietro ogni singola interazione che facciamo con la rete: articoli inerenti un nostro progetto o progetti simili, segnalazioni relative ad argomenti che ci interessano e vogliamo proporre.

Se questa coerenza viene a mancare rischiamo di ricadere nel modello tipico di social-user al quale ci stiamo sempre più abituando: quello poco presente, che scrive di tanto in tanto, che segnala cose non meglio collegate tra di loro e solo perché quella mattina si è svegliato e ha trovato simpatico un particolare argomento piuttosto che un altro.

La coerenza si completa all’interno degli eventuali altri siti web che ci riguardano: il sito personale, quello dell’azienda propria, il progetto trasversale e così via. In ciascuno di questi luoghi virtuali, si deve percepire un sottile filo di Arianna che lega armoniosamente il tutto e permette quindi a chi non ci conosce e ci trova on-line di identificarci in maniera non ambigua.

La coerenza è fondamentale quando risulta chiaro che sui social costruiamo il nostro personal branding e questo, indirettamente, genera quella che si chiama reputazione digitale, reputazione che dobbiamo stare attenti ad alimentare in maniera sana e mantenere nel tempo. Verba volant, scripta (web) manent.

Buon lavoro a tutti