Spesso quando guardo giocare i bambini mi sorprendo di come loro siano assolutamente non interessati alla perfezione, almeno in linea generale. Quando fanno un gioco è sufficiente la prima ipotesi che soddisfi rapidamente la loro esigenza del momento e poi eventualmente aggiustano il tiro in corso d’opera mentre stanno già giocando.

A ben pensare tutti noi da piccoli avevamo un approccio del genere.

All’età di 13 anni, insieme al mio migliore amico, provavamo a costruire una piccola antenna parabolica per potenziare il segnale dei nostri walkie talkie (eh già altro che skype e whatsup) e partimmo da qualche filo di rame e un vecchio flash per macchina fotografica di forma parabolica. Avevi un’idea da seguire e partivi da quello senza aspettare che tutto fosse perfetto come invece da adulti siamo portati a fare.

Vi ritrovate in questo racconto? Avete anche voi qualche ricordo che vi riporta a questo tipo di approccio? Io penso proprio di si.

Ecco allora che i bambini ci ricordano una grande lezione, la stessa che Jeff Sutherland ci racconta in Fare il doppio in metà tempo ovvero la necessità e l’importanza di fallire rapidamente per arrivare altrettanto rapidamente a risolvere un problema provando per passaggi successivi ad aggiustare il tiro. Questo ovviamente non significa lanciarsi alla cieca e provare a fare tentativi a caso e slegati dal contesto. Jeeg continua dicendo che pianificare è utile, seguire ciecamente i piani è stupido dato che nel frattempo il mondo intorno e le circostanze a contorno possono evolvere e cambiare quindi è importante partire dal concetto/idea generale da raggiungere e iniziare a lavorarci senza troppe manie di perfezionismo.

L’approccio da adulti ad un progetto è spesso quello del risultato finale bello e completo in tutti i dettagli mentre i bambini puntano molto più efficacemente al concetto di prodotto minimo funzionante (MVP – Minimum Viable Product) sul quale poi fare ulteriori passaggi per arrivare al vero prodotto finito. Parliamo di prodotto in senso ampio quindi il concetto è applicabile a qualsiasi cosa.

Non conosci il concetto di MVP? Potresti allora esplorare il blog di Eric Ries, Startup Lesson Learned, per approfondire questo e altri concetti legati al mondo lean. Parliamo comunque di una versione intermedia di un prodotto sufficientemente funzionante per permettere di validare con il cliente alcune delle funzionalità richieste.

Per come la vedo io, quello che spesso traduciamo con il termine fretta associato ai bambini è invece un seme di agile che poi purtroppo nel corso del tempo andiamo perdendo diventando adulti. L’approccio è quello di iniziare avendo in mente ciò che si vuole fare, fermarsi a brevi intervalli, rivedere ciò che si è fatto e considerare se è ancora quello di cui abbiamo bisogno, se può essere fatto meglio e se va cambiato qualcosa. Se avete giocato almeno una volta con i Lego insieme a un bambino sapete perfettamente di cosa sto parlando.

Buon lavoro a tutti