Ammettiamolo, quando incontriamo qualcuno per la prima volta o facciamo qualcosa di nuovo siamo sempre un po’ prevenuti e spesso la prima impressione è un po’ falsata dalle aspettative, lo stato d’animo e mille altri fattori che possono influenzare il nostro giudizio.

La frase fatta in questo caso è che non c’è una seconda occasione per fare una prima buona impressione. Di per se dietro questa frase c’è tanta verità specie se pensiamo a colloqui o incontri importanti dove non sappiamo se e quando incontreremo ancora una certa persona, tuttavia per esperienza ho imparato che la prima impressione va sempre mediata con una riflessione più ampia che richiede tempo e informazioni per poter approfondire.

L’esempio semplice di cui voglio parlarvi oggi è quello della Storia Infinita, libro scritto da Michael Ende nel 1979 e dal quale negli anni ottanta è stato realizzato a mio avviso uno dei peggiori film fantasy mai visti sullo schermo. A me quel film con il cane bianco e peloso che volava per aria con il ragazzo guerriero in groppa non mi ha mai convinto è così, facendomi guidare dalla prima impressione, ho deciso che la Storia Infinita non fosse una storia di mio gradimento.

Molti anni dopo ho scoperto il libro cartaceo nell’edizione Corbaccio, che riprende quella originale; leggendolo tutto d’un fiato ho scoperto una storia avvincente che parla oltretutto di ego, potere e di come questo possa portare a scelte infelici e irreparabili. Senza voler fare spoiler del libro, vi assicuro che il film si conclude nelle prime 200 pagine, poi ne avete ancora 400 da esplorare.

La parte migliore dell’edizione originale è che è scritta con l’inchiostro a due colori per distinguere e tenere ben separati il racconto letto dalla storia reale che man mano si sviluppa.

Se avrete piacere nel leggerlo fatemi sapere cosa ne pensate, per il resto, la lezione che ho ormai fatto mia è che vale sempre la pena non fidarsi della prima impressione è prendersi il giusto tempo per valutare i diversi aspetti di una questione. Questo vale sempre, nel lavoro come nella vita di tutti i giorni.

Buon lavoro a tutti