Oggi ero al SAS Forum per raccogliere qualche informazione interessante e respirare un po’ di innovazione. Scrivo qui a canovaccio le cose più interessanti che mi sono rimaste addosso dopo la lunga giornata.

Siamo ormai nell’era dell’analytics economy, il dato da solo non è più sufficiente, occorre analizzarlo ed utilizzarlo in maniera appropriata affinché rappresenti un aiuto concreto per il nostro business. In questo senso dati, persone e macchine lavorano insieme per accelerare il processo di innovazione che non si basa esclusivamente sull’investimento in nuove tecnologie ma sopratutto sulle persone, su cosa fanno e come lo fanno.

L’intelligenza artificiale e i suoi derivati sono come il sesso per gli adolescenti: tutti ne parlano ma sono in pochi a sperimentarla realmente in azienda con progetti concreti. Anche il sondaggio real time fatto con il pubblico in sala rivelava che i progetti di IA in azienda non sono del tutto avviati principalmente per scarsa competenza o per paura del processo di cambiamento che andrebbero a innescare. Qualche anno fa avevo sentito la stessa definizione sul sesso per adolescenti parlando dei big data a dimostrazione che, nel bene o nel male, siamo in Italia e abbiamo i nostri tempi di metabolizzazione.

I sistemi non sono realmente intelligenti e si parla di IA specializzata in un determinato compito (es. giocare a scacchi); siamo ancora lontani da un sistema di intelligenza generico che sia in grado di riflettere e agire come una persona su ambiti trasversali mancando di qualità prettamente umane come il pensiero creativo e la curiosità.

Diversi interventi e con contenuti molto differenti tra loro dimostrano come ormai il dato è strettamente correlato con la nostra vita, in particolare Hannah Fry, una giovane ricercatrice britannica applica la matematica alle questioni di cuore arrivando a definire la formula per predire il divorzio tra coppie e uno score di valutazione specifico in base al comportamento di moglie e marito.

Conoscevo già la Fry ma devo dire che dal vivo ha una presenza sul palco notevole ed è veramente un piacere ascoltarla. Ecco il suo precedente contributo TED speech 2015

Secondo le previsioni di Bruxelles la data economy potrebbe dar lavoro a quasi 7,5 milioni di persone entro il 2020 con un giro di affari che valeva già 300 miliardi di euro nel 2015. In questo senso molti lavori a cui siamo abituati oggi scompariranno ma come sempre accade ne arriveranno di nuovi e come credo l’uomo non sarà mai del tutto messo da parte (a meno che non sia l’uomo stesso a volerlo). Oggi non abbiamo più persone che girano per le strade accendendo i lampioni ad olio e nessuno li rimpiange, quei posti di lavoro si sono trasformati in altro.

Tutto si sposta sempre più verso i canali digitali: e-commerce, social network, mobile apps. I chatbot diventano le principali risorse su cui investire per offrire un servizio sempre più customer oriented. Le esperienze dirette di aziende che stanno investendo in questo ambito dimostrano che è possibile portare efficenza e ridurre i costi attraverso l’automazione in tutti quei processi dove l’aspetto emotivo e relazionale non è strettamente richiesto.

IOT e machine learning tracciano la nuova rotta da seguire: si prevedono 7 triliardi di dispositivi connessi entro il 2025, circa 1000 per ogni abitante della terra.

Qualche termine ricorrente spiegato in poche righe:

  • Machine learning: il computer apprende senza che sia esplicitamente programmato per farlo.
  • Deep learning: apprendimento profondo basato su reti neurali artificiali che si ispirano al funzionamento e le connessioni delle reti neurali del nostro cervello.
  • Predictive analytics: tecniche matematico-statistiche e algoritmi finalizzati a predire il futuro su eventi sconosciuti basandosi sul l’apprendimento automatico e l’analisi dei dati storici.

Ultima grande visione che lascia ben sperare per il futuro è il racconto di Bebop G.Gresta, co-fondatore di Hyperloop Transportation Technologies, azienda che sta realizzando il sistema di trasporto Hyperloop ipotizzato da Elon Musk nel suo famoso white paper di qualche anno fa. Quello che colpisce del racconto di questo ragazzo è la call tuo action mondiale che li ha portati oggi ad avere oltre 900 persone tra scienziati, ricercatori e ingegneri che lavorano al progetto con l’idea ambiziosa di cambiare il futuro dei trasporti.

Ok siamo alla fine, giornata lunga, articolo lungo. Spero sia utile per chi oggi non era presente all’evento.

Buon lavoro a tutti.