Quando ero piccolo avevo una paura tremenda dei cani; giù in Sicilia, in campagna da mio zio c’era Carmelo, un cane brutto e spelacchiato che una volta aveva cercato di mordermi e da allora e per diversi anni una delle mie attività principali quando arrivavo in campagna era costruire insieme a mio cugino il rifugio anti-cane perfetto: sull’albero, in garage, dentro una buca; serviva per esorcizzare quella paura e scherzarci sopra per evitare di esserne sopraffatto, poi con il tempo la paura è andata via, il rifugio non è mai servito sul serio e Carmelo tutto sommato aveva più voglia di dormire che di mordere.

Se ci pensate la paura ci accompagna da sempre:

  • da piccoli abbiamo paura di restare da soli in casa o di dormire al buio
  • crescendo abbiamo paura di confrontarci con gli altri; chi non ha mai avuto paura per una gara o un saggio a scuola dove serviva dimostrare che sapevi fare una certa cosa…
  • arrivi a scuola e passi le giornate con il torci-budella per paura dell’interrogazione
  • cresci ancora e scopri che la paura è sempre lì, se devi sostenere un colloquio importante, se devi comprare una casa con un grosso mutuo, quando scopri che diventerai papà

Il bello di tutto questo è che di norma dopo una dose di paura segue sempre una sensazione di benessere, il relax, la liberazione: abbiamo superato qualcosa, grande o piccola che sia non ha importanza, portiamo a casa un piccolo tassello da aggiungere alle esperienze fatte.

Kelly McGonigal in questo TED speech ci spiega come paura, ansia e stress possono essere usati a nostro vantaggio e come di fatto rappresentino il modo in cui il nostro corpo si prepara ad affrontare una certa situazione.

La paura è quella cosa che può farci tremare la voce quando iniziamo un discorso, che ci mantiene concentrati mentre scendiamo a velocità lungo una pista da sci, che ci fa pensare in maniera frenetica per valutare diverse opzioni disponibili; è importante imparare a riconoscerla e saperla sfruttare a nostro vantaggio senza che questa si trasformi in panico, fobia o altro ancora.

Ammettere di avere paura non è un problema, è segno di consapevolezza e conoscenza di se stessi e dei propri limiti. Solo se conosci i tuoi limiti puoi definire nuovi obiettivi per cercare poco alla volta di superarli e andare oltre.

Oggi, 23 maggio, moriva il giudice Falcone; lui che sicuramente era molto preparato sul tema, rispetto alla paura ha detto:

L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza.

Direi che questo è vero qualunque siano le sfide che siamo chiamati ad affrontare al lavoro o nella vita di tutti i giorni, quindi la domanda è: tu, di cosa hai paura?

Buon lavoro a tutti.