Se ti sei trovato almeno una volta a gestire delle persone forse sarai d’accordo con me se dico che una delle questioni più complesse nella gestione di un gruppo di lavoro è quella che riguarda la delega delle attività.

  • Se non deleghi sei un accentratore, tutto deve passare da te e così facendo non aiuti il tuo gruppo a crescere e le persone tenderanno solo a fare quello che chiedi;
  • se deleghi troppo e guardi solo il quadro di insieme rischi di non esser più di aiuto al tuo team perché in breve tempo non saprai portare valore aggiunto ai fatti concreti che si presenteranno;
  • se deleghi bene, devi comunque comprendere quali sono le attività da assegnare ai singoli collaboratori in base a capacità, caratteristiche e motivazione;

Insomma comunque vada il processo di delega sembra non avere facili uscite e temo che in effetti sia proprio così perché da un lato ci siamo noi e dall’altro altre persone come noi con desideri e interessi che non necessariamente convivono armoniosamente insieme e sebbene tra professionisti il bene aziendale dovrebbe comunque sempre essere uno dei motori trainanti sappiamo bene che anche questo spesso non è scontato e può non essere sufficiente.

Da quando sono nati i miei figli mi rendo conto di quanto la gestione di un azienda abbia elementi in comune con l’azienda famiglia e naturalmente anche la delega non resta in disparte in questa analogia.

Personalmente cerco di coinvolgere i miei bambini in molte delle attività di casa: lavare i piatti, cucinare, apparecchiare, spazzare per terra (no dai non è sfruttamento minorile, vedrete che è a fin di bene) e ovviamente so già che le semplici attività richieste non verranno fatte bene, io le farei meglio e più velocemente ma in questo modo li rendo responsabili delle loro piccole mansioni e così capita magari che la più grande dopo aver aiutato con la lavastoviglie decida di spazzare autonomamente la cucina o che il piccolino, in attesa della cena, metta un cassetto sottosopra nel tentativo di apparecchiare la tavola. Questo succede perché da un lato acquisiscono e aumentano la sicurezza in se stessi e in quello che possono fare e dall’altro percepiscono che la delega si può estendere ad altri compiti simili nel momento in cui dimostrano di essere in grado di farli (aumento spontaneo della propria zona di comfort).

Certo è che la delega parte sempre dalle piccole cose e non parte mai con dei casi di successo così come dimostra il piccolo Gabriele intento ad apparecchiare la tavola.

Tornando quindi al nostro team, serve decidere qual è il limite che non si vuole superare e poi accettare tutto quello che arriva sotto soglia. La capacità di gestire le risorse non è innata ma si può acquisire col tempo, gli errori e con la consapevolezza che finché non imparerai a delegare, continuerai ad essere solo quello che controlla tutto il lavoro di un gruppo di persone e non colui che coordina e stimola i collaboratori in un sano contesto di crescita reciproca.

Voi che esperienza avete in merito? Quale metodo utilizzate per una delega efficace?

Buon lavoro a tutti.