Qualche tempo fa ero in treno diretto a Roma per un incontro di lavoro. Salito sul Freccia delle 7, dopo una lunga telefonata mi sono ritrovato a Roma con la batteria del cellulare al 7% e ovviamente sono subito ricorso al fedele power bank di emergenza per ricaricare il telefono.

Il fatto è che se sei a Roma per lavoro e resti senza telefono al giorno d’oggi e di prima mattina, la tua giornata può diventare un vero incubo: niente email, niente car sharing per spostarti, non puoi chiamare un taxi, non puoi avvisare il cliente se resti bloccato sul raccordo…

Da questa situazione è saltata fuori una slide usata in diverse circostanze che vorrei condividere.

Se è vero che la piramide di Maslow descrive i bisogni degli individui cercando di dare una spiegazione anche al loro modo di agire, oggi esiste una piccola piramide secondaria che si affianca ai bisogni “di mezzo” e che descrive secondo me quello che chiamo bisogno istantaneo.

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Il bisogno istantaneo

L’assenza di un dispositivo carico e connesso alla rete ci porta sempre di più in una condizione di disagio e difficoltà che mina i bisogni descritti da Maslow. Lavoro, famiglia, successo, amicizia sono sempre più elementi che oggi sono fortemente impattati dalla tecnologia e questo senza voler dire se è giusto o sbagliato, è così e basta.

Avere la consapevolezza di questo “bisogno istantaneo” ci mette (o dovrebbe metterci) in condizione di capire quando stiamo andando veramente oltre. La tecnologia è sicuramente un potente mezzo e gli strumenti a disposizione fanno la differenza in molti contesti, tuttavia restare vittime inconsapevoli della digitalizzazione può non essere divertente:

  • Da quanto tempo non fai caso alla strada che percorri perché tanto “ti porta il navigatore”?
  • Da quanto tempo non memorizzi a mente un numero di telefono perché tanto sono tutti nella rubrica del telefono?
  • Da quanto tempo non fai gli auguri a voce per un compleanno perché tanto puoi farli usando un social?

Buon lavoro a tutti