Qualche giorno fa stavo leggendo un articolo dove si suggeriva ai medici statunitensi di prescrivere 2 ore al giorno di gioco ai bambini perché troppo concentrati in altre attività… la domanda è: noi adulti giochiamo? Se sì, in che modo?

Se pensiamo al gioco possono venire in mente una moltitudine di attività che vanno dal calcetto al Burraco passando per Uno (se hai dei bambini piccoli sai di non poterti sottrarre al coloratissimo Uno).

Se parliamo di gioco, questo può essere definito con alcuni aspetti fondamentali che non devono/possono mancare:

  1. deve essere totalmente coinvolgente. In alternativa ci si annoia un sacco.
  2. Deve essere intrinsecamente motivante. Altrimenti non si arriva alla fine di una partita e comunque non la si gioca al meglio delle possibilità.
  3. Deve includere elementi di incertezza e sorpresa. Altrimenti è già tutto predefinito e perdiamo solamente il nostro tempo.
  4. Deve portare una sensazione di illusione o esagerazione. Pensate all’invasione della Kamchatka con 20 carri armati (ebbene sì, sono un nostalgico del Risiko).

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Sarebbe bello se i quattro punti precedenti si potessero applicare al contesto lavorativo riuscendo a mantenere il mirino puntato sui nostri obiettivi. La buona notizia è che questo è possibile se parliamo di gioco serio.

Il gioco serio, come illustrato nell’immagine precedente, introduce alcuni ulteriori punti che si vanno a sommare alla definizione di gioco creando così un contesto molto più efficace e guidato che permette di esplorare contesti complessi come quelli lavorativi ma non solo.

Ma quando possiamo quindi parlare di gioco serio? Ecco i tre elementi che contraddistinguono e identificano il gioco serio:

  1. è un’incontro spontaneo finalizzato a praticare immaginazione. Ma cosa significa questa prima definizione? Esistono diversi tipi di immaginazione e con queste possiamo vedere le cose in modi differenti. L’immaginazione descrittiva ad esempio ci permette di descrivere il mondo così come lo vediamo o conosciamo costruendo dei modelli e delle ipotesi. L’immaginazione creativa d’altra parte ci permette di ragionare su quello che ancora non c’è ed eventualmente sfruttare il pensiero laterale per fare delle ipotesi non convenzionali. C’è poi l’immaginazione sfidante che ci permette di negare, contraddire e distruggere quello che è noto per ragionare sull’assurdo e sul paradosso così da generare nuove idee e situazioni. Se poi usiamo l’immaginazione sfidante per mettere tutto insieme scopriremo che stiamo ragionando concretamente su una situazioni complessa e sulle sue possibili evoluzioni.
  2. Si focalizza su esplorazione e preparazione piuttosto che sull’esecuzione. Parlando di una situazione complessa e con molte possibili evoluzioni non è sempre facile definire come arrivare dal punto A al punto B seguendo un piano preciso; questo elemento di esplorazione e preparazione riguarda la capacità di pianificare e agire rapidamente in modo da valutare impatti e conseguenze e pianificare ancora e poi agire di conseguenza in un ciclo virtuoso di tipo Plan/Do, Plan/Do che è tipico dei metodi agili. Grazie al gioco serio posso simulare degli scenari e provare a ragionare in termini di what-if analisi.
  3. Segue regole precise o un linguaggio condiviso. Questo permette a tutti di muoversi in maniera confidente all’interno di un perimetro che viene ben stabilito prima.

Ma perché ti sto parlando di gioco serio? Perché LEGO(r) SERIOUS PLAY(r) è esattamente questo: la possibilità di ritrovarsi intorno ad un tavolo per giocare seriamente con i mattoncini e interrogarsi su una delle innumerevoli domande complesse che fanno parte delle nostre giornate lavorative e non. Se partecipi ad un workshop LSP starai sicuramente cercando di rispondere ad una domanda che ha innumerevoli risposte possibili e potenzialmente tutte giuste in base ai diversi punti di vista. Il gioco serio non è un gioco da ragazzi ma serve tornare un pò bambini per ragionare seriamente e in maniera differente sulle situazioni complesse che ci troviamo ad affrontare.

Se ti ho incuriosito, contattami per approfondire l’argomento e organizzare insieme il tuo primo workshop con il metodo LEGO(r) SERIOUS PLAY(r).

Buon lavoro a tutti