Recentemente ho letto un libro che ti rivelerò solo alla fine di questo articolo. Al suo interno si citano diverse caratteristiche e abilità che permettono meglio di altre di affrontare con una marcia in più i contesti caotici e mutevoli nei quali ci troviamo spesso a lavorare. La cosa che mi ha stupito è che tra queste caratteristiche, cinque in particolare fanno parte del mio modo di essere e quindi per esperienza ti posso confermare che funzionano veramente.

Capacità di sintesi

In un mondo dove tutti parlano, si spreca il tempo in riunioni infinite e non si tiene spesso conto delle cose che valgono sul serio, la capacità di sintesi è sicuramente un elemento vincente per migliorare le tue giornate di lavoro e quelle di chi ti incontra: frasi brevi, mail essenziali e centrate, riunioni indirizzate con un inizio e una fine, incontri con i clienti ben progettati in modo da guidare l’incontro e tanta concretezza per portare sempre a casa il risultato.

Apprendimento veloce

In questo caso non stiamo cercando il genio talentuoso capace di fare tutto, ma puntiamo piuttosto alla consapevolezza di cosa significa “essere dilettanti”. Quando cambi lavoro o inizi una nuova attività, non sempre tutto è chiaro e ben identificato; devi studiare, sforzarti di capire nuovi linguaggi, nuovi processi. La differenza tra chi ci riesce e chi molla sta proprio nella fiducia che si ha nella proprie capacità di riuscire ad andare oltre e superare con successo quel momento naturale e fisiologico in cui si è dilettanti. Se non hai mai fatto qualcosa, è giusto non provarci nemmeno?

Adattabilità

La fiducia nel proprio essere “dilettanti” si trasferisce facilmente su questa abilità ovvero la capacità di stare in contesti complicati e complessi rimanendo comunque a proprio agio. Questo accade perché spesso questi contesti sono generati da una mancanza complessiva di informazioni e focus e non perché siano effettivamente complicati e complessi. Per essere chiari, se finisci a lavorare alla NASA, quello è sicuramente un contesto complicato e complesso tuttavia, per esperienza, i contesti complicati che possiamo trovare in giro ritengo non siano mai di questa portata e quindi con una buona dose di adattabilità, in poco tempo, si può riuscire a trovare la situazione di equilibrio.

Visione di insieme

Nella mia esperienza lavorativa mi rendo sempre più spesso conto che non per tutti è scontato avere una visione di insieme. Sarà per il mio background da programmatore che mi porta sempre ad astrarre dalla situazione puntuale, sarà perché mi piace pensare che ogni cosa fa comunque parte di un insieme più grande ma il dato di fatto è che spesso mi trovo a discutere per convincere gli altri a seguire una determinata strada perché è quella che meglio può portare ad una situazione ottimale. Imparare a vedere la connessione tra le cose ci aiuta ad individuare il modo più efficace per migliorarle.

Collegare e tradurre

Spesso nei contesti di lavoro si cerca sempre di risolvere le situazioni concentrandosi sul perimetro specifico della situazione stessa. Se c’è una cosa che ho imparato è che in effetti tutto quello che hai fatto nella vita, tutta l’esperienza che ogni giorno fai in qualunque ambito, può sempre risultare comoda e utile per affrontare situazioni diverse. Quando si dice che “la risposta è nel sistema” , questo concetto va esteso all’insieme di tutte le possibilità che il sistema, composto da persone e cose, è in grado di offrire attingendo alle diverse esperienze. In questo senso, la capacità di collegare cose apparentemente diverse tra loro e di tradurle e adattarle ad un nuovo contesto ci permette di sfruttare esperienze pregresse e abilità laterali per risolvere situazioni ogni volta diverse.

Bene, ed eccoci giunti in fondo all’articolo. Il libro in questione è “Diventa chi sei di Emilie Wapnick”. L’autrice è diventata famosa per questo TED Talk all’interno del quale introduce il concetto di persona multi-potenziale.

Chi sono i multi-potenziali secondo la Wapnick? In estrema sintesi, persone che si annoiano facilmente e perdono rapidamente interesse per quello che fanno, apprendono facilmente nuove cose e hanno sempre voglia di sperimentare.

Personalmente il libro nella sua totalità non mi ha entusiasmato troppo. Alcuni sostengono che sia un elogio al perdere tempo senza concentrarsi su niente in particolare. Non credo che si tratti di questo ma probabilmente gli esempi che l’autrice porta a conferma delle sue varie tesi non sono completamente convincenti e questo rende quindi il libro nel complesso non troppo forte.

Per come la vedo io quello che conta è notare le sfumature e decidere quali ci piacciono di più e perché, senza concentrarci solo sul fatto che una cosa sia bianca o nera, ecco perché oggi ho voluto scrivere di queste abilità che comunque slegate dal contesto specifico ritengo possano avere una loro forza e consistenza.

E se ti dicessi che i 5 modelli della foto sono la mia rappresentazione di queste 5 abilità, saresti in grado di riconoscerle?

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Buon lavoro a tutti