A costo di sembrare ripetitivo, torno a parlare del curriculum. Lo faccio perché continuo a leggere in rete i soliti post senza valore aggiunto del recruiter che si lamenta dei candidati o del candidato che si lamenta del recruiter. Questo siparietto è ormai un classico tra i tormentoni social che passano ogni giorno nello stream delle nostre bacheche.

Se mi segui potresti aver letto in precedenza il mio primo articolo dal titolo Il curriculum non si compila, il curriculum sei tu. Oggi vorrei ribadire il concetto.

Non esiste un CV che vada bene sempre o che sia calzante a prescindere, questo dipende dalla situazione, dal ruolo per il quale ci candidiamo e da diversi altri fattori. Il mio punto di vista però resta legato al fatto che il CV deve prima di tutto rappresentare te stesso, in un epoca in cui la specializzazione estrema o il master non sono più necessariamente un lascia passare per il prossimo lavoro, ritengo che il miglior punto di partenza sia la consapevolezza che ciascuno di noi ha di se stesso e questa consapevolezza è quella che va trasferita nel CV e poi sostenuta in fase di colloquio.

Personalmente mi diverto sempre quando faccio un colloquio perché è un modo per metterti alla prova e al tempo stesso misurare le persone che ti stanno valutando: mi piacciono, le ritengo interessanti, sono preparate, mi convincono con quello che dicono? Questo, alla fine del colloquio ed a prescindere dall’esito, è già un bel risultato: hai messo alla prova alcune tue capacità di relazione, empatia e comunicazione e hai potuto valutare a tua volta altre persone, il tutto investendo qualche ora del tuo tempo.

Il mio CV attuale mi rappresenta per come sono oggi e magari tra cinque anni dovrò rivederlo. Come dicevo prima, è importante la consapevolezza che ciascuno di noi ha di se stesso quindi nella mia prima pagina ho inserito una lettera di auto-presentazione con una bella foto di un mio workshop.

 

Dovrai impiegare un po’ di tempo ma vedrai che anche tu sarai in grado, se vorrai, di presentarti nel modo migliore. Questo inoltre è un ottimo esercizio per esplorarti dall’interno e ragionare su cosa raccontare di te analizzando i tuoi punti di forza e le tue debolezze.

Segue una seconda pagina schematica dove ho messo in evidenza alcuni elementi che mi piaceva non tralasciare come passioni e altre attività extra lavorative, oltre ovviamente ai dati anagrafici e le altre informazioni di base come istruzione, lingue e certificazioni.

 

Terza e ultima pagina, una breve sintesi dei ruoli principali che ho ricoperto con particolare riferimento a progetti, attività e risultati ottenuti.

 

Quest’ultima pagina non significa che sappiamo fare solo quello che è scritto qui ma rappresenta le cose che riteniamo più interessanti da proporre ed evidenziare.

Dimenticavo, il CV è un Power Point salvato poi in formato PDF. Questo è tutto. Per il resto c’è il colloquio dal vivo.

Nei diversi mesi in cui sono stato alla ricerca di un lavoro è stato interessante vedere come in tutti i casi questo CV molto grafico e con un layout insolito ha fatto la differenza svolgendo il ruolo di rompi ghiaccio per avviare subito la conversazione e poi andare sugli argomenti più specifici.

Vorrei chiudere dicendo a te che sei in cerca di lavoro di non pensare troppo al formato o a quante esperienze inserire, trova prima di tutto la tua strada per comunicare chi sei, rappresentati al meglio senza tralasciare hobby, interessi e qualunque altra cosa tu ritenga utile. Il resto viene da sé durante il colloquio ma il passo base è creare l’interesse e destare curiosità.

Adesso ti chiedo di pensare al tuo CV… ci stai pensando? Bene. Se tu fossi un responsabile HR avresti voglia di telefonarti per fissare un incontro con te stesso? o forse il tuo attuale CV è piatto e poco attraente? (e non parlo della grafica).

Rispondi sinceramente alla domanda e poi valuta se e come intervenire. Magari è proprio l’ora di riprendere in mano il tuo vecchio CV.

In bocca al lupo e buon lavoro